Oracle porta il public cloud direttamente nel data center delle grandi aziende

Cos’è il cloud? Si possono trovare molte definizioni, che nel tempo cambiano seguendo non solo l’evoluzione della tecnologia, ma ancora prima il modo di fruire delle risorse disponibili. Un aspetto consolidato della definizione di cloud è la possibilità di usufruire a consumo delle risorse di compute, storage e applicazioni. Le piattaforme dei vari cloud provider, per quanto con approcci leggermente differenti, sono accomunate dalla possibilità di utilizzare, e di conseguenza pagare, le risorse in base all’effettivo utilizzo. E spesso i modelli di pricing e di delivery delle risorse sono molto complessi, tanto che nelle grandi aziende ci sono delle figure professionali dedicate a gestire questi aspetti della gestione del cloud. 

Oracle Cloud Infrastructure Gen 2: il cloud pensato per le aziende

Oracle è impegnata da diversi anni nella costruzione di un concetto evoluto di public cloud, nato partendo dalle esigenze delle aziende, prima quelle grandi, ma che poi sempre di più sono le stesse anche delle aziende medio/piccole. Queste esigenze sono legate al far convivere le potenzialità del public cloud con i sistemi esistenti, oltre al fatto di dover ottemperare a norme, come quelle sulla privacy, che variano molto da paese a paese. Da un punto di vista tecnologico sono tre i punti essenziali individuati da Oracle: alte prestazioni prevedibili, bassa latenza e massimo livello di sicurezza.

Oracle Magouyrk

Partendo da questi tre pilastri Oracle ha costruito le fondamenta di Oracle Cloud Infrastructure Gen 2, un cloud pensato specificamente per le esigenze dell’enterprise. I numeri sembrano dare ragione a Oracle, con tassi di crescita davvero notevoli. Larry Ellison, storico fondatore dell’azienda e oggi Chairman e CTO di Oracle, ha inaugurato una nuova serie di interventi in video, chiamati Oracle Live, mostrando come i ricavi annualizzati di Oracle Gen2 Cloud Infrastructure siano cresciuti nel quarto trimestre fiscale del 140%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Durante il primo appuntamento di Oracle Live, Ellison ha anche annunciato la disponibilità di Oracle Dedicated Region, nell’ambito delle proposte Cloud@Customer dell’azienda. In un evento dedicato alla stampa italiana, Gigi Scappin, VP e Senior Director Sud Euorpa di Oracle delle soluzioni Technology, ha raccontato come Oracle Dedicated Region permetta di portare il public cloud nel data center delle aziende. Premessa importante, avere una Region dedicata comporta un investimento considerevole e quindi solo le aziende di grandi dimensioni possono pensare di scegliere questa soluzione. La cosa interessante da un punto di vista tecnologico è che, per la prima volta, un cloud provider ha ingegnerizzato una soluzione che permette di replicare l’intera architettura di una Region all’interno di un data center aziendale.

Oracle Dedicated Region: il public cloud entra nel data center 

Per capire meglio cosa significhi una Dedicated Region dobbiamo tornare alla domanda iniziale, cos’è il cloud. Se guardiamo all’infrastruttura, al “ferro”, dietro ai servizi cloud ci sono server, storage e molta connettività. Gli Hyperscaler costruiscono data center proprietari, che poi sono interconnessi a Internet attraverso snodi di traffico in tutto il mondo, come ad esempio gli Internet Exchange di Equinix, uno dei più importanti player a livello mondiale nel settore dei data center. Oracle oggi ha attive 24 Region nel mondo, costruiti con questa logica, che fra l’altro diventeranno 36 nell’arco dei prossimi 12 mesi. Quindi ogni Region è a tutti gli effetti un “grosso” data center da dove vengono erogati i servizi cloud di Oracle. Queste risorse sono accessibili, in modo sicuro, attraverso internet e vengono condivise, anche se a compartimenti stagni, da tutti i clienti che usano i servizi cloud di Oracle.

Oracle Dedicated Region

Con la Dedicated Region, Oracle realizza un data center con la stessa identica architettura delle Region pubbliche, ma all’interno dell’azienda cliente, dietro il firewall e quelle risorse sono accessibili solo dal cliente, ma con le stesse identiche modalità del cloud pubblico. È una piccola rivoluzione, che abilità scenari d’uso nuovi, perché avendo la piena disponibilità delle risorse ed essendo le risorse fisicamente posizionate nella sede dell’azienda cliente, sarà molto più facile sottostare alle norme del paese in cui l’azienda cliente opera. Inoltre, a livello tecnico, non ci sono più problemi di latenza, perché le risorse cloud di Oracle si trovano fisicamente nello stesso luogo, e nella stessa rete locale, degli altri sistemi aziendali.

Tutto questo, come dicevamo, ha un prezzo, anche salato. Per costruire una Dedicated Region, Oracle chiede un utilizzo minimo delle risorse di 500.000 dollari al mese, con un impegno per un anno, che porta l’investimento complessivo a 6 milioni di dollari all’anno. Sono tanti, ma già oggi esistono aziende che spendono queste cifre per le soluzioni di public cloud, come grandi istituti bancari o enti governativi. Quindi per queste entità poter passare ad una Dedicated Region non necessariamente farà aumentare gli investimenti nel cloud, perché già spendono cifre simili, ma offre innegabili vantaggi. 

All’evento italiano era presente anche Alessandro Ippolito, Technology Country Leader di Oracle Italia, al quale abbiamo chiesto se ci sono già delle aziende italiane interessate a questa soluzione. La risposta è stata positiva, ma che in questa fase sono al massimo 10 le entità che potranno in tempi brevi pensare di implementare questa soluzione, fra cui degli enti statali. Il numero è coerente con la struttura del tessuto imprenditoriale italiano, dove le aziende di piccole e medie dimensioni sono numericamente preponderanti.

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